EDUCARE CON COERENZA: I NO CHE AIUTANO A CRESCERE

Spesso, tra bambini e genitori, si invertono le parti:

i bambini, che sono degli osservatori finissimi, hanno pietà dei loro genitori e li assecondano per procurare loro una gioia.

Maria Montessori

 

Quanto è vera questa frase? Quanto i bambini, soprattutto nei primi anni di vita, osservano con attenzione e minuzia ogni singola azione che proviene dagli adulti che lo circondano? Quanto spesso ci accorgiamo che i nostri figli sono delle nostre versioni in miniatura?

Bellissima questa cosa, se non fosse che apprendono con grande facilità pregi e difetti. E soprattutto individuano tutti i nostri punti deboli e le nostre incoerenze, imparando a sfruttarle -consapevolmente o meno- a proprio vantaggio.

E allora quanto è importante dire dei NO nei quali crediamo fermamente e saperli motivare e mettere in atto? Quanto i famosi “tira e molla” nel confronto con i nostri bambini danneggiamo la nostra idea educativa e confondono le idee ai piccoli?

Ce ne parla con chiarezza in questo articolo Valerio Cevoli, Formatore AIF, consulente educativo e Coordinatore pedagogico, che ho avuto il piacere di conoscere durante un incontro di formazione sulle intelligenze multiple nel bambino.

In generale ritengo che sia molto importante avere davvero le idee chiare su quello che vogliamo ottenere noi adulti nelle varie situazioni, attuando di conseguenza strategie differenti a seconda del bambino che abbiamo davanti.

Il mio Pietro ad esempio è un bambino molto attento in generale, e soprattutto molto concentrato sulla sfera linguistica. Da sempre mi sono sforzata di parlare molto con lui, utilizzando termini semplici ma reali -no al bambinesco!!-, spiegandogli in modo chiaro e sintetico il perchè delle mie azioni o richieste, motivando tutto con una logica che potesse essere in qualche modo tale anche per lui. Questo ha portato a due cose a mio avviso positive:

1- questo lavoro ha inciso moltissimo sul suo sviluppo del linguaggio, sia in entrata che in uscita: il verbalizzare con costanza (sinteticamente eh!), unitamente all’utilizzo di filastrocche, canzoncine, libri via via più “complessi” gli ha fatto acquisire una competenza linguiustica davvero buona, sia nella comprensione che nella verbalizzazione.

2- adesso che ha due anni e 4 mesi, durante i frequenti momenti di “crisi di crescita” lo trovo sempre molto attento e voglioso di avere da me delle spiegazioni: tante volte è proprio lui che mi chiede di spiegargli perchè sta accadendo una determinata cosa, o trova conforto nello stare ad ascoltare come mai quella sua azione magari a me non sta bene.

I bambini hanno bisogno di spiegazioni, hanno necessità di capire e di comprendere: per loro tutto il nostro mondo fatto di regole, volontà, cose “giuste” o “sbagliate”, non esiste…loro sono un foglio bianco che inizia a riempirsi di segni, e dietro a ogni segno risiede un’emozione. Basta davvero poco a rendere l’educazione di tutti i giorni un’esperienza negativa, che macchia quel foglio bianco per sempre.

Io invece immagino un foglio bianco da riempire insieme, con lentezza, fatica, costanza e impegno, a piccoli passi e pieno di colori, ma sempre mano nella mano. Perchè la fatica condivisa è sempre crescita.

 

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